rebirthing: l'energia del respiro!

SUL SEMINARIO "IL GIOCO DELLE EMOZIONI"

Sono stati tre giorni fantastici. Tra i più belli della mia vita.
Non so se ho capito bene quanto è successo, ma non importa.
Ad un certo momento proverò ad analizzare tutto, credo.
La cosa più bella è il mi stato d’animo: mi sento come se avessi piantato un bellissimo fiore nel mio cuore ed ora questo fiore sta crescendo. Non so che fiore è, se serve a qualcosa, quanto durerà. E’ stupendo e profumatissimo.
Sicuramente, come tutti i fiori, ad un certo punto appassirà e morirà. Ma la sua fragranza sta impregnando tutto dentro di me e quindi in realtà esso non morirà mai davvero, neanche quando morirò io, perché avrà profumato tante cose prima di allora.
E’ così bello avere capito che voglio vivere per me, che mi piace, che quindi vale la pena “fare” per me.
Mi sento ricca, piena.
Ho contattato la mia energia e mi ha sorpreso accorgermi di quanto grande essa sia.
Ho sentito veramente, forse per la prima volta, che mi voglio bene, al di là di tutto quanto sembrasse potesse sminuirmi (pianti, vomiti, incontinenze, versi, urli, sensi di colpa, vergogne) e che, se voglio bene a me, posso volere bene anche agli altri. Se posso amarmi con quello che ho fatto di male, posso amare anche qualunque mio simile, con quello che ha fatto di male.
La mia mente mi dice che il cammino sarà lungo, ma il mio cuore ha provato, per qualche attimo eterno, cosa significa amare, quindi può amare davvero.
Se io sono innocente, chiunque è innocente. Non ci sono misure per l’innocenza.
Forse, quando sarà passato un po’ di tempo, questa specie di esaltazione scemerà e finirà. Ed io sarò di nuovo alle prese con il mio potente ego, che pure mi è stato dato, come il resto. Quindi, come il resto, io so di poterlo amare.
Ho pensato che, da chi ci ha guidato in questi giorni, abbiamo appreso delle tecniche, potenti sì, finalizzate a metterci in contatto con il nostro vero io. Quindi che chi ci ha guidato doveva essere distaccato e professionale, forse freddo.
Ma io, l’amore, dietro la professionalità, l’ho sentito. Non mi sbaglio, non posso più sbagliarmi sull’amore, se do ascolto al mio cuore.
Ed è l’amore che ha mosso ed alimentato continuamente in questi giorni qualunque tecnica ci è stata proposta.
Cosa saprò fare di tutto questo bene che ho ricevuto?
Non lo so, ma ho tanta voglia di restituirlo, sia a chi me lo ha dato in questi giorni, sia a chiunque altro.

Volevo scrivere per me e mi sono permessa di farlo, lasciando andare il mio pregiudizio che tutto ciò che scrivo è banale e sciatto.
Ho riletto quanto ho scritto e forse è davvero banale, ma non me ne importa, perché per me, Francesca, non lo è affatto, neanche un po’.

Desidero condividere con tutti voi che leggerete la mia gioia.

Francesca