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vasca di deprivazione sensoriale

Vasca di galleggiamento

 

Sara mi accoglie con dolcezza e tranquillità, mi mostra lo spazio in cui si trova la vasca e mi fornisce alcune informazioni affinché io possa vivere l'esperienza in piena libertà.

 

Terminato il dialogo mi saluta augurandomi un buon rilassamento.

 

“Sarà un'esperienza rilassante?” mi domando mentalmente mentre mi faccio una doccia prima di avvicinarmi alla vasca.

 

Esco dalla doccia, mi avvicino alla vasca ed entro.

 

Immergo un piede e percepisco immediatamente il calore e la densità dell'acqua.

 

Intorno a me luci soffuse, 4 candele accese e una musica rilassante.

 

Lentamente mi distendo nell'acqua, o forse sarebbe meglio dire che mi distendo sull'acqua. E' così densa che la parte superiore del mio corpo (sono supino) rimane fuori dall'acqua.

 

Mi accorgo dopo pochissimi minuti che se rilasso profondamente la muscolatura, mi risulta impossibile immergere completamente il corpo.

 

Come mi aveva preannunciato Sara dopo circa 5 minuti cessa la musica e vengono spente le luci. Le candele sono ancora accese.

 

La testa, ma sopratutto le orecchie, sono immerse nell'acqua. Non percepisco alcun suono se non quello della mia respirazione, che si “muove” lenta e profonda. Percepisco anche il suono dei muscoli che si rilassano ulteriormente, un suono simile a lievi scricchiolii.

 

Ho la sensazione che i muscoli, non essendo impegnati a sostenere il peso del mio corpo e non essendo a contatto con alcun elemento rigido, ma solo con la morbidezza acquatica, possano sbloccare le numerose micro-tensioni che inconsapevolmente faccio loro accumulare nella vita di tutti i giorni.

 

Riporto l'attenzione sul respiro, sentendo che ha rallentato ulteriormente l'andatura.

 

Quiete, calma, calore, fluidità dentro e fuori...

 

Ogni tanto qualche intensa scossa fisica: sono i muscoli che liberano energia trattenuta e compressa. Un'esperienza simile, anche se meno intensa, mi accade, saltuariamente, quando mi sto per addormentare.

 

Ad un centro punto socchiudo gli occhi e mi accorgo che le candele sono ancora accese.

 

Mi riattivo fisicamente per spegnerle con quattro soffi.

 

Buio completo.

 

Mi immergo nuovamente.

 

Il corpo fluttua liberamente e anche la mente, favorita dal buio, comincia a fare lo stesso.

 

So perfettamente dove mi trovo e cosa sto facendo, anche se il corpo e la mente cominciano a perdere i riferimenti.

… mi lascio andare... quietamente... quieta-mente...

 

Mi accorgo di aver perso la cognizione del tempo quando sento che l'acqua comincia e muoversi. Sara, come d'accordo, ha riattivato il ricircolo dell'acqua. L'effetto è simile a quello dell'idromassaggio.

 

Capisco che la mia esperienza sta giungendo al termine. Dopo qualche minuto, infatti, vengono riaccese le luci soffuse.

 

Mi metto a sedere nell'acqua e dopo poco decido di uscire.

 

Sara mi aspetta fuori dalla stanza.

 

Non ho voglia di parlare e lei rispetta il mio desiderio di silenzio.

 

Condividerò più tardi l'esperienza vissuta.

 

Conclusione: voglio immergermi ancor più profondamente nella deprivazione sensoriale, nell'acqua che mi sostiene, nel calore uterino, in me stesso...

 

Matteo

 

20/02/2014