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attenzione al respiro

In precedenti articoli (ad esempio “Ascoltare il respiro” o “Il respiro che ci respira”) mi sono impegnato a mostrare quanto sia importante la respirazione e quanto poco le si dedichi attenzione.
Perciò, qui di seguito, vorrei aiutare i lettori a:
- tradurre concretamente quanto in precedenza teorizzato 
- verificare i molteplici campi di applicazione quotidiana che l’attenzione al respiro può trovare
- comprendere i benefici che una maggior attenzione alla respirazione può portare nella vita.

 

Molte delle persone che si avvicinano al Rebirthing sono alla ricerca di uno strumento per risolvere gli attacchi di panico, scientificamente definiti Disturbi da Attacchi di Panico (DAP). Per capire quanto sia efficace il Rebirthing nella risoluzione dei DAP, vi invito a leggere un articolo scritto a da Fabiola Dessì, collega e carissima amica (www.fabys.it/fabyINF../rebirthing.html).

 

Come spiega bene Dessì, la relazione tra DAP e respirazione è strettissima ed è proprio con il respiro che il Rebirthing va a interagire. Durante la pratica del Rebirthing l’attenzione è completamente rivolta al respiro. L’obiettivo, come nella pratica della meditazione, è quello di lasciare che pensieri e sensazioni corporee scorrano liberamente, non permettendo che la mente si “attacchi” ad essi. Ogni momento in cui si accorge di un stare pensando a qualcosa di particolare, ogni volta in cui si accorge di stare osservando un sintomo fisico, colui che pratica Rebirthing può tornare al respiro circolare. Così facendo sposta l’attenzione da un schema ripetitivo (pensiero) o da un potenziale disagio, a un azione benefica e neutra.

 

Cerchiamo di tradurre ancor più chiaramente quanto sopra riportato, descrivendo una sessione di Rebirthing.
Mi sdraio su un comodo materassino e comincio a respirare in modo circolare e connesso. Inizialmente la mia unica attenzione è completamente dedicata a colmare le pause esistenti nella respirazione quotidiana. Gradualmente permetto al respiro circolare di crescere di intensità, lasciando che la mia attenzione si sposti verso il semplice ascolto del respiro stesso. Qualora mi accorgessi di pensieri ripetitivi o particolari sensazioni fisiche, significherebbe che dal respiro circolare l’attenzione si è spostata verso qualcos’altro. A questo punto non mi resta che riportare l’attenzione al respiro e “il gioco è fatto”. Sviluppare questa attitudine durante una sessione di Rebirthing permette di dare spazio e energia a un’azione benefica e salutare a scapito di sensazioni fastidiose e pensieri ansiogeni. 
In un certo senso, ogni volta che mi trovo nella condizione appena descritta ho la possibilità di scegliere tra una distrazione (il pensiero, il sintomo fisico) e il benessere (la respirazione circolare). 
Più scelgo la direzione del respiro e più mi accorgo di quanto sia capace di sciogliere le tensioni fisiche e di non incappare con la stessa facilità di prima in pensieri capaci di far nascere la paura e l’ansia.
Ecco, quindi, che al termine di una sessione di Rebirthing in cui sono stato capace di rimanere in contatto con il respiro circolare proverò, con molta probabilità, un profondo senso di rilassamento e leggerezza.

 

Vorrei cercare di trasportare l’esempio della sessione di Rebirthing e del respiro circolare in una condizione più vicina alla vita di tutti i giorni, in cui possa presentarsi uno stato di intenso disagio o di paura e in cui molteplici sono gli elementi che possono creare distrazione.
In una splendida giornata di sole sto guidando in autostrada e imbocco una galleria lunga diversi chilometri. Gli occhi si abituano in poco tempo al cambio di luminosità e subito avverto una sensazione di fastidio. Intorno a me solo luca artificiale. Altre auto procedono nella stessa direzione alla mia. L’aria è più pesante che all’esterno della galleria. I rumori risuonano più cupi. Le mani poggiate sul volante cominciano a sudare. Non vedo ancora l’uscita della galleria. Non posso fare dietro front. L’idea di fermarmi in un’area di sosta non mi aiuta, anzi, peggiora la situazione. Vorrei poter uscire immediatamente, ma mancano ancora alcuni chilometri. Non me la sento di accelerare. La sudorazione è aumentata, così come il battito cardiaco, il respiro si è fatto superficiale e rapido.
Cosa posso fare?
Respirare
Portare attenzione al respiro è il primo passo per mutare la situazione. Il respiro è sempre con me, non richiede particolari conoscenze, chiede solo di essere ascoltato. Mi dice che posso seguirlo con fiducia, lasciando perdere tutto quello che mi infastidisce. Mi fornisce un’alternativa: il respiro o il disagio, il fastidio. Mi dice: “Guarda me, non guardare ciò che non vuoi!”
E quindi?
Quindi posso prendere un respiro profondo, lento e calmo. Posso riempire pienamente i miei polmoni lasciando che si svuotino fluidamente, liberamente. Posso tenere desta l’attenzione sul respiro, sapendo che questo non mi impedirà di continuare a guidare fino alla fine della galleria. 
E finalmente la luce del sole torna a illuminare il mio volto.

 

Questo è solo un piccolo esempio, ma credo sia facilmente adattabile a molte situazioni in cui il disagio e la paura crescono fino a condizionare il nostro stato fisico, mentale e emotivo.
La respirazione circolare è solo una delle molte pratiche che possono insegnarci ad ascoltare con maggior attenzione e frequenza il respiro che ci accompagna nella vita di tutti i giorni.
Il limite di questo articolo è semplicemente quello di non essere un’esperienza, ecco perché il consiglio che do a tutti coloro che si sono sentiti stimolati da quanto letto è di trovare un buon professionista di Rebirthing perché vi accompagni lungo questa semplice, profonda e ricca di benefici esperienza.

Buon respiro a tutti!!!