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perdere il controllo respirando

Venerdì scorso si è svolto il primo incontro di Rebirthing di gruppo della stagione 2013/2014.
Una serata semplice di condivisione e pratica che si è rivelata profondamente intensa. 
I feedback che ho ricevuto nei giorni seguenti confermanocle potenzialità della "respirazione circolare e consapevole".

 

Leggendo le testimonianze che i partecipanti hanno vluto condividere con me, ho potuto considerare nuovamente un pensiero discusso durante l'incontro: la pratica del Rebirthing è capace di scardinare gli schemi respiratori e tutto quanto ed essi associato.

 

Vediamo di chiarire il concetto.

 

La pratica del Rebirthing si pone come obiettivo fondamentale quello di far sì che il praticante sviluppi attenzione (consapevolezza) verso se stesso. La respirazione circolare è lo strumento adottato per raggiungere tale scopo. 
Una delle caratteristiche della respirazione circolare è quella di accompagnare verso l'abbandono del controllo.

 

Sì, hai letto bene: ABBANDONO DEL CONTROLLO.

 

Due parole che messe insieme sono capaci di spaventare molti di noi. 
La società moderna ci invita a tenere tutto sotto controllo, a gestire, misurare, paragonare, giudicare, e a compiere molte altre azioni volta a limitare il più possibile gli imprevisti. 
Nulla di male, se non fosse che così facendo perdiamo l'abitudine ad entrare in contatto con gli eventi inattesi e, a volte, sorprendenti. Ma sopratutto, perdiamo la capacità di rimanere centrati su noi stessi quando sorge l'evento inatteso.
E' come se lentamente stessimo pederendo fiducia nella capacità di attingere alle nostre risorse personali durante i momenti in cui non abbiamo il controllo della situazione.
Questa condizione può dar vita a due tipi d'ansia: quella anticipatoria (cerco di controllare tutto afficnhè non scatenino eventi inattesi) e quella da prestazione (devo fare del mio meglio per affrontare e superare questa situazione).
L'ansia, come altre emozioni, a lungo andare inibisce la nostra respirazione, contribuendo a creare dei veri e propri schemi respiratori.
Potremmo riassumere quanto appena esposto nel seguente pensiero: la necessità di controllare può dar vita all'anisa che ha sua volta contribuisce a creare gli schemi respiratori.

 

La pratica del Rebirthing è estremamente semplice. E' sufficiente sdraiarsi, rilassarsi e respirare colmando le pause esistenti tra inspirazione ed espirazione e vice-versa. tutto qui.
Questa pratica necessita, almeno nelle fasi iniziali (i primi minuti) di un deciso atto di volontà, che permetta di "attivare" la respirazione. Una volta che la respirazione sia diventata circolare e si sia intensificata al praticante non resta nulla da fare che diventare semplice osservatore dell'esperienza.
Qualunque sia l'esperienza prodotta dalla respirazione circolare il praticante può rimanere semplice osservatore senza intervenire in alcun modo, in altre parole, il praticante può lasciarsi condurre dalla respirazione senza controllare quanto sta accadendo.

 

FIDUCIA è la praola chiave per vivere serenamente e completamente questa esperienza. Il praticante può affidarsi a se stesso, alla sua stessa energia.

 

Affidandosi a se stesso e lasciando andare ogni necessità di controllo, il praticante permette al respiro di "scardinare" e spazzare via gli schemi respiratori che limitano il suo benessere. 
Al termine dell'esperienza potrà così pecepire un profondo senso di rilassamento, ma sopratutto una maggior leggerezza, come se qualcosa di pesante se ne fosse andato. Nei giorni a seguire potrebbe accorgersi di non provare più determinate tensione, paure o ansie che provava prima della sessione di Rebirthing. Testimonianza del fato che rendendo più libera la sua respirazione egli si sia contamporaneamente liberato dai pensieri limitanti associati a quel determinato schema respiratorio.

 

In conclusione, quindi, mi rivolgo a tutti i praticanti di Rebirthing, invitandoli a lasciare fluire liberamente la respirazione circolare, augurandogli di riusciere a sperimentare l'esperienza che, in modo gergale definiamo "il respiro che ci respira".